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Frutto della passione: proprietà nutrizionali e benefici
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La frutta rappresenta un concentrato prezioso di sostanze benefiche per il nostro organismo, per questo non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola. È una fonte preziosa di fibre, vitamine, sali minerali, molecole ad azione antiossidante, zuccheri e proteine, fondamentali per una corretta alimentazione. Naturalmente, andrebbe consumata nel giusto quantitativo e in base alle specifiche esigenze nutrizionali della persona, senza eccessi o demonizzazioni.

Non a caso anche il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro raccomanda il consumo di 5 porzioni al giorno che corrispondono a circa 600 grammi.

Tuttavia, ci sono diversi quesiti e dubbi sul consumo di questi alimenti alla fine dei pasti. La domanda che ci si pone spesso è:

è vero che il consumo della frutta dopo i pasti fa male?

In genere, sarebbe consigliabile consumarla lontana dai pasti principali, prima o almeno 2 ore dopo il pasto. Perché? A causa della fermentazione degli zuccheri presenti al suo interno che possono portare fastidi e gonfiori, sia a livello gastrico che a livello intestinale.

Relativamente al consumo della frutta subito dopo i pasti, ci si chiede spesso se questo possa favorire o contrastare l’assorbimento delle sostanze contenute.

C’è chi sostiene che se consumata a digiuno i suoi nutrienti verrebbero assimilati meglio dal nostro organismo, che potrebbe godere dunque al meglio di tutte le sue proprietà benefiche.

C’è da dire però che in alcuni casi, consumare frutti che contengono preziose sostanze che  combinate correttamente con determinati alimenti, possono supportare e favorire i processi metabolici, digestivi e di assorbimento di altre sostanze introdotte attraverso i pasti principali, è molto utile.

Vediamo due esempi:

La vitamina C, facilita l’assorbimento del ferro.

La bromelina, un enzima proteolitico contenuto in alcuni frutti come l’ananas, migliora e facilita i processi digestivi favorendo la degradazione proteica. Le fibre solubili contenute contribuiscono a rallentare l’assorbimento sia a livello gastrico che a livello intestinale, degli zuccheri e degli acidi grassi saturi contenuti all’interno degli alimenti.

“Mangio solo la frutta per rimanere leggera”: niente di più sbagliato.

Un comportamento errato che spesso si compie per compensare i cosiddetti “sgarri”. È bene ricordare che se consumata da sola, la frutta non può sostituire in modo idoneo e bilanciato un pasto intero, che al contrario dovrebbe contenere tutti quei macronutrienti propri della dieta mediterranea.

Che tipo di frutta mangiare dopo i pasti? 

In linea generale, consigliare un frutto specifico piuttosto che un altro non è possibile, in quanto è necessario contestualizzare in base alla tipologia di alimento consumato.

Ad esempio, se la frutta viene assunta dopo un pasto composto da carboidrati complessi (pasta, riso, pane e cereali in generale) che richiedono un processo metabolico digestivo più lungo rispetto agli zuccheri semplici contenuti nella frutta, il rischio è che risulti ancor più rallentato. Il risultato sarà la famosa e fastidiosa fermentazione gastrico intestinale.

Per concludere, non esistono regole sul “quando consumarla”. Se non si soffre di problemi digestivi o gonfiore, si può mangiare la frutta anche dopo i pasti.

Senza dimenticare che con la frutta si possono realizzare colazioni energetiche e spuntini vitaminici, soprattutto quando associata a fonti proteiche e ad acidi grassi vegetali.

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