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Gambe gonfie, cuscinetti, pelle a buccia d’arancia, inestetismi: oggi parliamo di ritenzione idrica, ovvero quella tendenza dell’organismo ad accumulare liquidi tra le cellule, provocando in questo modo edemi e gonfiori che possono essere più o meno visibili e che si diffondono principalmente in zone caratteristiche quali i glutei, le cosce o l’addome.

Le cause della ritenzione idrica 

Una delle concause della cellulite è rappresentata dall’azione degli ormoni estrogeni, tipicamente femminili.  È proprio per questo motivo che la ritenzione idrica colpisce di più le donne, rispetto agli uomini. Tuttavia anche nell’uomo si possono riscontrare casi di accumulo di liquidi, talvolta dovuti a cibi troppo salati e al fatto che si beve poca acqua.

A causare il ristagno di liquidi nelle cellule, possono concorrere inoltre, problemi circolatori, come disturbi nel microcircolo ematico e linfatico. Anche l’utilizzo di farmaci antinfiammatori (FANS), anticoncezionali orali e cortisonici. Vi sono inoltre, alcune patologie, quali, l’insufficienza renale e cardiaca, patologie epatiche, ipertensione arteriosa, patologie alla vescica.

Infine, alcuni fattori che possono favorire la ritenzione idrica sono il sovrappeso, che rallenta la diuresi, l’alimentazione e la sedentarietà che contribuiscono ad aggravarla.

Alcuni consigli per ridurla o eliminarla

Partiamo dall’alimentazione: per prima cosa è fondamentale aumentare il consumo di frutta e verdura fresca, ricche di fibre e acqua. Le varietà da privilegiare nella scelta sono sicuramente quelle ricche in potassio, come pomodori, cetrioli, peperoni, finocchi, kiwi, banane, cocomero, e in vitamina C, come agrumi, albicocche, ciliegie, ananas, fragole, kiwi, meloni, pesche, asparagi, carciofi, carote, cavoli, broccoli, cavolfiori, cetrioli, sedano, cipolla, finocchi, indivia, lattuga, patate novelle, peperoni, pomodori, radicchio.

Anche i cereali integrali e i legumi, sono ottimi, grazie al contenuto di fibre, che aumentano la motilità intestinale e allontanano il pericolo di stitichezza, disturbo che ostacola il deflusso venoso a livello addominale.

Bere la giusta quantità d’acqua. L’apporto liquido è molto importante: se le quantità introdotte sono scarse o ridotte, l’organismo si difende sintetizzando maggiori livelli di ADH e favorendo un ulteriore accumulo di liquidi. Quello che c’è da sapere è che il fabbisogno idrico nell’adulto è di circa 1 millilitro di acqua per ogni caloria introdotta. Anche se bisogna sempre valutare le variazioni legate all’età, allo stato di salute e alle condizioni fisiologiche.

Ritenzione idrica e sodio

Nemico assoluto della ritenzione idrica è proprio il sodio. Ricordiamo che i livelli di assunzione di sodio, raccomandati dall’OMS sono pari a 2 g e corrispondono a 5 g di sale, ovvero il quantitativo di un cucchiaio da tè. Le abitudini alimentari sbagliate portano ad assumerne più del doppio.

Se si va ad effettuare un piccolo calcolo infatti, si vedrà che il 10% del sodio assunto al giorno è quello naturalmente presente negli alimenti, il 36% è rappresentato dal sodio che aggiungiamo negli alimenti tramite il sale. Infine, una buona parte che costituisce il restante 54% è rappresentato dal sodio presente negli alimenti confezionati. Quest’ultimo è composto al 90% da sale e dal 10% da bicarbonato, glutammato o altri sali.

I cibi da limitare, per poter ridurre il sodio nella dieta sono diversi: dal sale, ai dadi da cucina, salatini, formaggi stagionati, cibi industriali o confezionati, insaccati, salumi, snack salati e dolci, minestre liofilizzate, pesci e carni sotto sale, alimenti in salamoia, alcune salse e conserve.

A tavola, può essere molto utile sostituire il sale con erbe aromatiche e spezie. Ridurre l’aggiunta di sale ai piatti, può facilitare il cambiamento verso un’alimentazione più sana e meno salata. Il palato, dopo un po’ si abitua ad un gusto più naturale degli alimenti, riscoprendo il gusto vero dei cibi.

Occhio all’etichetta

Quando si va a fare la spesa, è utile conoscere i nomi di alcuni ingredienti che ci indicano la presenza di sale come: cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, glutammato monosodico, nitrato e nitrito di sodio. Tutti questi elementi contengono il sodio, anche se in una quantità inferiore rispetto a quello contenuto nel sale da cucina.

Fare sport e attività fisica 

Il consiglio inoltre, è quello di praticare quotidianamente attività fisica, fondamentale per promuovere un normale funzionamento del circolo ematico e linfatico e per favorire il corretto sistema drenante dell’organismo.

Può essere utile infine, mettere in atto piccoli accorgimenti quotidiani, come preferire le scale all’ascensore, camminare frequentemente, utilizzare la bicicletta e tutte le altre attività che si possono compiere quotidianamente per limitare per quanto possibile la sedentarietà.

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