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Dormire di più per mangiare meglio: sapevi che con un’ora di sonno in più a notte migliora la qualità della dieta e si consumano una minore quantità di cibi dolci?

L’inverno si sa, è la stagione in cui la maggior parte degli animali va in letargo, tutti si addormentano ben nascosti nella tana, non mangiano per mesi e sopravvivono bruciando le riserve di grasso accumulate durante le stagioni più calde.
Anche se andare in letargo per tutta la stagione fredda può essere un’idea allettante ma poco praticabile, è bene sapere che anche l’essere umano avrebbe bisogno di dormire un po’ di più.

Più precisamente, un’ora in più!

Proprio così, secondo uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori del King’s College di Londra sull’American Journal of Clinical Nutrition, «dedicare le giuste ore al riposo, oltre a essere considerato un valido antidoto contro l’obesità e l’insorgenza di disturbi metabolici, equivale a un intervento salutare sullo stile di vita, misurabile attraverso una ridotta assunzione di alimenti dolci e il rispetto di uno schema dietetico complessivamente più equilibrato: più ricco in frutta e verdura, meno in grassi e proteine di origine animale».

Più ore di sonno, meno zuccheri nella dieta

Per avere un riposo ristoratore è consigliabile dormire tra le 7 e le 8 ore a notte. Per questo motivo lo studio è stato effettuato su un gruppo di persone abituate a dormire meno di 7 ore (utilizzando un gruppo di controllo per verificare le differenze).
Il primo passo è stato quello di valutare l’impatto dell’aumento delle ore di sonno sull’assunzione di nutrienti. Più sonno (tra i 52 e i 90 minuti a notte), meno (10 grammi al giorno) zuccheri semplici nella dieta. Una correlazione emersa in maniera evidente, così come per il consumo quotidiano di carboidrati totali (considerando anche quelli complessi). La valutazione, infine, è stata fatta incrociando le informazioni riportate per una settimana in un diario alimentare con i dati relativi al sonno raccolti da un sensore di movimento messo al polso dei partecipanti allo studio.

Quali sono gli effetti del sonno sulla nostra salute?

Secondo la ricercatrice Haya Al Khatib, autore principale della ricerca, «la durata e la qualità del sonno rappresentano un tema di crescente interesse per chi si occupa di salute pubblica, dal momento che ormai non ci sono più dubbi sul fatto che rappresentino un fattore di rischio per diverse condizioni: dall’obesità al rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari, da una minore capacità di concentrazione al calo della concentrazione degli spermatozoi».
Attraverso questo studio, si è dimostrato dunque, che le abitudini del sonno possono essere cambiate con relativa facilità negli adulti, utilizzando un approccio personalizzato.

La ricerca non si ferma qui, nel futuro si spera di ottenere riscontri analoghi anche nel medio e lungo termine: “in questo modo potremmo arrivare a definire il sonno un valido rimedio per le persone obese o che presentano un rischio cardiovascolare più alto rispetto alla media».

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