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Chi non ha mai provato la liquirizia sotto forma di caramelle o di liquore?

Appartenente alla famiglia delle fabacee proveniente da una parte dell’Europa e dell’Asia, questa pianta è capace di unire al suo gusto unico ed inconfondibile, numerose proprietà benefiche, degne di un vero farmaco.

Ampiamente utilizzata come prodotto dolciario, è nota sin dai tempi antichi, anche come rimedio naturale, proprio in virtù delle sue caratteristiche terapeutiche.

Le radici della liquirizia sono la parte più importante della pianta, in quanto da esse si ottengono gli estratti utilizzati per i prodotti alimentari e farmaceutici. Nelle sue radici sono presenti una gran quantità di fitocomponenti tra cui i preziosi flavonoidi, i glisteroli, i polisaccaridi e le saponine triterpeniche, tra cui la glicirrizina. È proprio quest’ultima la principale responsabile degli effetti terapeutici della pianta, oltre che del suo potere dolcificante.

Gli effetti benefici 

La liquirizia, come molte sostanze dolci, viene usata per la cura della tosse e delle infiammazioni delle vie respiratorie, grazie al suo effetto balsamico emolliente.

Inoltre, combinata con la senna e la frangula può essere utilizzata come rimedio per i disturbi intestinali, grazie alla sua azione spasmolitica, efficace nei casi di meteorismo. La liquirizia è da sempre considerata una valida cura contro la gastrite o l’ulcera gastroduodenale.

Assumere liquirizia è particolarmente indicato anche nei casi di patologie croniche al fegato.

Secondo alcune ricerche scientifiche è stato riscontrato un effetto preventivo e ritardante nei processi infiammatori epatici cronici correlati al virus dell’Epatite C (HCV).

Come se non bastasse il consumo di liquirizia svolge importanti azioni antinfiammatorie, immunomodulanti, antivirali, antimicrobiche, antiossidanti e antidepressive.

Attenzione alle dosi 

Nonostante i numerosi effetti terapeutici indicati, il consumo di liquirizia va tenuto sotto controllo, in quanto potrebbe causare alcuni effetti indesiderati come la ritenzione renale di acqua e sodio, l’ipopotassiemia (ovvero la carenza di potassio nel sangue), l’ipertensione arteriosa, alcuni danni muscolari come le miopatie e la rabdomiolisi e il calo della libido. E’ fortemente sconsigliato inoltre, l’utilizzo in gravidanza e in allattamento. Anche in età pediatrica è consigliato prestare particolare attenzione al suo consumo.

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