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A chi non è mai capitato almeno una volta di avere la “bocca in fiamme” dopo aver assaggiato una dose un po’ troppo forte di peperoncino? Apprezzato da molti, ma non da tutti, l’assunzione di questo alimento può costituire un valido aiuto per contrastare l’Helicobacter pylori.

Cos’è l’Helicobacter pylori?

Si tratta di un batterio GRAM-negativo, che può colonizzare la mucosa dello stomaco, portando ad un’infezione locale in grado di progredire verso importanti patologie quali gastrite cronica, dispepsia non ulcerosa, ulcera peptica e cancro allo stomaco. Il termine “Helicobacter” si ispira alla forma ad elica del batterio. “Pylori” invece, si riferisce al nome del tratto terminale dello stomaco che lo congiunge all’intestino tenue. La sede colonizzata con maggiore frequenza è l’antro gastrico. In genere l’ambiente intraluminale dello stomaco è tale da impedire la crescita della maggioranza delle forme microbiche, tuttavia l’Helicobacter pylori ha sviluppato un modus operandi tale da riuscire a sopravvivere al punto di infettare più del 50% della popolazione mondiale.

Il peperoncino e la capsaicina.

Tornando ai benefici del peperoncino, questi si riconducono proprio alla sensazione di bruciore che invade il palato al momento della sua assunzione, che si traduce in una percezione molto simile a quella provocata dall’ingestione di un alimento troppo caldo. Tuttavia, non dipende da un reale aumento della temperatura del cavo orale, bensì virtuale. Quello che proviamo è la sensazione di un piccolo incendio, che è direttamente collegata all’attività del suo principio attivo: la capsaicina. Si tratta di un composto chimico capace di stimolare gli stessi recettori che si attivano per segnalare al cervello danni da abrasioni o da scottature per calore eccessivo.

L’attività protettiva della capsaicina.

Dunque, in virtù della capsaicina, il consumo di peperoncino è in grado di proteggere lo stomaco da patologie come la gastrite e l’ulcera peptica. L’attività di protezione del peperoncino è stata dimostrata da diverse ricerche scientifiche che suggeriscono come la capsaicina sia in grado di attuare un’ attività antimicrobica nei confronti del batterio Helicobacter pylori.

Secondo alcuni studi epidemiologici, questa attività è stata dimostrata anche su ceppi di Helicobacter pylori resistenti al metronidazolo, un antibiotico usato contro i batteri anaerobici. Statisticamente, è stato provato che in alcune popolazioni in cui si fa largo uso di peperoncino piccante, l’incidenza di problematiche legate allo stomaco, in primis di ulcere gastriche, risulta inferiore.

In linea con gli studi effettuati, al fine di avere gli effetti antibiotici nei confronti dell’Helicobacter pylori, l’assunzione di peperoncino piccante dovrebbe essere consistente. In particolare, da 3 a 9 peperoncini crudi al giorno, indipendentemente dal loro contenuto di capsaicina. È importante sottolineare però, che nel peperoncino vi sono anche altre sostanze in grado di attuare un’attività sinergica, abbassando la dose minima efficace. Lo stomaco ha già in sé delle difese innate che, entrando in contatto con questi elementi, possono ridurre ulteriormente la dose di peperoncino sufficiente a rimuovere l’azione del batterio dall’ambiente gastrico.

Consumare il peperoncino con moderazione

Per godere a tutto benessere e senza rischi dei benefici descritti, si consiglia un consumo moderato di capsaicina: un invito valido per tutte quelle popolazioni (come ad esempio quella messicana) dove il consumo giornaliero di peperoncino e le concentrazioni di capsaicina nelle varietà consumate, sono certamente superiori rispetto alle abitudini italiane.

1 Comment

  1. […] flusso della circolazione sanguigna, svolgendo così un’azione riscaldante per l’organismo. Il peperoncino, di cui abbiamo già parlato, contiene una buona dose di vitamina C, funge da anti-freddo e […]

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